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PAGINA IN
COSTRUZIONE
Vulci (in etrusco Velch) era situata sulla riva destra del fiume
Fiora, a circa cento chilometri da Roma, venti a nord-ovest di
Tarquinia e dodici dal mare. I suoi artigiani ne fecero un
centro importante e ricco fin dal IX secolo a.C.; essa proseguì
la sua affermazione anche nel campo della ceramica e della
lavorazione della pietra fino al IV secolo a.C.. Il suo
contributo al commercio con i mercanti greci nell'importazione
di ceramiche corinzie, ioniche e attiche fu molto importante;
anche per queste ragioni si trovò più volte a guidare la Lega
delle città etrusche contro Roma.[19]
L'abitato sorgeva su un pianoro di tufo, che ancora oggi resta
parzialmente inesplorato. Le necropoli di Cavalupo, di
Ponterotto, di Polledrara e di Osteria sono databili dall'VIII
secolo a.C. fino all'epoca imperiale romana. La maggior parte
delle sepolture, anche le più ricche, sono quelle fra la fine
del VII secolo a.C. e la metà del V secolo a.C.. Fra la
necropoli di Cavalupo e quella di Ponte Rotto, non lontano da un
antico insediamento villanoviano, nel 1857 fu scoperta la Tomba
François, così chiamata dal nome dell'archeologo che ne eseguì
il rilevamento. È una tomba a "T" molto complessa
architettonicamente, con un'eccezionale decorazione pittorica.
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